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Alimentazione
Prima regola: non eccedere nelle quantità. Una digestione "pesante" affatica indirettamente anche gli occhi, causando bruciore, lacrimazione e fastidio. In particolare, non bisogna abusare di zuccheri e grassi di origine animale, per i riflessi negativi sulla circolazione sanguigna. Per esempio, l´insorgenza di una malattia come il diabete di tipo 1 può danneggiare i vasi sanguigni della retina. Si raccomanda, dunque, un´alimentazione equilibrata che privilegi i grassi vegetali.
I cibi che si consigliano per una buona manutenzione oculare sono quelli ricchi di betacarotene, pesce, burro, latte, uova e ortaggi. Importante è la frutta per la vitamina A poichè dalla sua presenza dipende la buona qualità della visione notturna.
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Ambliopia
L´ambliopia, più comunemente nota come occhio pigro, è una condizione caratterizzata da una ridotta acuità visiva, in genere monolaterale, che può essere causata da diverse patologie oculari. L´occhio ambliope viene spesso definito pigro perchè non viene normalmente utilizzato dal cervello e quindi ha una capacità visiva che in realtà non sfrutta. L´ambliopia si può verificare nello strabismo, in presenza di vizi refrattivi molto elevati oppure fortemente diversi tra i due occhi (anisometropia) ed a nistagmo ( anomalia della motilità oculare, di solito bilaterale, che consiste in movimenti involontari, rapidi e ritmici dei bulbi con deviazioni orizzontali, verticali, rotatori o misti).
Esiste anche la cosiddetta ambliopia da deprivazione dovuta alla presenza di ostacoli sull´asse visivo, (cataratta congenita, ptosi palpebrale, ecc.) che impediscono allo stimolo luminoso di arrivare sulla retina.
Dai 6-7 mesi di vita fino ai 7-8 anni di età il sistema visivo ha ancora una certa plasticità e questo significa che, se per un qualsiasi motivo l´occhio non viene usato correttamente, la capacità visiva può diminuire e rimanere ridotta per il resto della vita se non si interviene tempestivamente con una terapia antiambliopica.Questa consiste:
(1)occlusione diretta, con bende adesive o con filtri semitrasparenti posti sugli occhiali;
(2)penalizzazione ottica, con lenti più forti o più deboli poste davanti ad un occhio;
(3)penalizzazione farmacologia con cicloplegico instillato monocularmente;
(4)uso di settori, filtri a copertura parziale delle lenti;
(5)lenti a contatto occlusive;
(6) stimolazioni visive che sfruttano i potenziali evocati visivi (PEV).
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Anatomia dell´occhio
L´occhio è una struttura complessa composta da un globo oculare del diametro di circa 24 mm, che si trova ben protetto all´interno della cavità orbitaria, formato da tre strati concentrici di tessuto.
La parte esterna, comunemente detta bianco dell´occhio, è la sclera. La sua superficie, esposta all´aria, possiede un rivestimento trasparente, la congiuntiva, che riveste la superficie interna delle palpebre, che servono a proteggero l´occhio e ad impedirne la disidratazione.
Nella parte anteriore centrale la sclera e la congiuntiva lasciano spazio alla cornea, una struttura trasparente a forma di cupola.
Dietro la sclera c´è la coroide, un tessuto ricco di vasi sanguigni che provvedono alla nutrizione e all´ossigenazione della retina. Nella parte anteriore la coroide si ispessisce formando il corpo ciliare. Nella sezione anteriore del corpo ciliare si diparte un´area circolare di fibre muscolari: l´iride.
Al centro dell´iride c´è un foro, la pupilla, attraverso cui la luce entra nell´occhio. La quantità di luce che entra è controllata dalla dilatazione o dalla contrazione della pupilla. Dietro la pupilla si trova una lente elastica transparente, il cristallino, le cui contrazioni muscolari ne permettono l´ispessimento o il restringimento in modo che l´occhio possa mettere a fuoco oggetti posti a distanze diverse. Lo spazio tra la lente e la cornea è riempito di umore acqueo. Dietro la lente si trova una massa di sostanza gelatinosa chiamata umore vitreo.
La coroide contiene un pigmento scuro che cattura i raggi luminosi, la cui riflessione all´interno del bulbo oculare interferirebbe con una visione chiara. La retina contiene uno strato di cellule nervose sensibili alla luce, coni e bastoncelli, che trasformano le sensazioni di colore, forme e intensità luminosa in impulsi nervosi. Questi impulsi sono trasmessi tramite le fibre nervose retiniche al nervo ottico, un fascio di fibre nervose che collega la parte posteriore del globo oculare al cervello. Il cervello elabora e interpreta gli impulsi nervosi ricevuti.
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Astigmatismo
L´astigmatismo è un´ametropia o errore refrattivo in cui vi è una differente refrazione oculare lungo i diversi meridiani, uno dei quali ha un potere maggiore rispetto al suo ortogonale. Otticamente l´astigmatismo causa due differenti linee di focalizzazione sulla retina, le quali portano ad una visione sfuocata a tutte le distanze. L´astigmatismo può essere associato a miopia, ipermetropia e presbiopia.
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Cataratta
"Cataratta" è un termine di origine nobile, arcaica, che descrive una cascata in greco; gli antichi pensavano che questo opacamento della vista derivasse dalla discesa di un velo dall´alto, proprio come acqua che cade, ed ecco il perchè di questo nome.
Esattamente consiste nell´opacizzazione del cristallino, cioè di una lente presente all´interno dell´occhio
che contribuisce a mettere a fuoco le immagini sulla retina. Il cristallino è composto principalmente di acqua e proteine, orientate in modo tale da mantenerlo trasparente per permettere il passaggio della luce verso la retina. Queste proteine possono però creare degli agglomerati che sono meno trasparenti; qualora questi aumentino si ha l´insorgenza di cataratta e quindi un annebbiamento della visione. Le cause della cataratta non sono note con precisione, anche se ci sono fattori di rischio accertati come il fumo o il diabete. Alcune cataratte,invece, sono legate ad alterazioni di vitamine e minerali, che insorgono in particolare con l´avanzare dell´età.
Tra le varie tipologie di cataratta le più frequenti sono:
(1) Cataratta senile, sicuramente la più diffusa perchè quella legata all´età. I fattori predisponenti sono poco chiari, ma sembra che oltre all´età giochi un ruolo determinante l´ossidazione provocata dai raggi ultravioletti della luce solare;
(2) Cataratta congenita, colpisce già alla nascita o poco dopo. Se si pensa che la cataratta possa alterare la visione del neonato questa necessita di un trattamento immediato;
(3) Cataratta secondaria, si sviluppa facilmente in pazienti affetti da diabete o necessitano di terapie prolungate con cortisone;
(4) Cataratta traumatica, si sviluppa a seguito di traumi dell´occhio.
Non sottovalutare mai i primi sintomi dell´insorgenza della cataratta, come calo del visus, offuscamento diffuso della visione ed abbagliamento specialmente in presenza di forti luci puntiformi.
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Cheratocono
Il cheratocono è una distrofia corneale progressiva non infiammatoria. Il problema insorge quando la parte centrale della cornea inizia ad assottigliarsi e ad incurvarsi progressivamente verso l´esterno. La vista continua a regredire e
spesso un principio di cheratocono può essere scambiato con una miopia associata ad astigmatismo.
E´consigliabile sottoporsi a frequenti controlli ed esami (come la topografia) per cercare di contenere il progressivo assottigliamento della cornea.
Purtroppo, in alcuni casi, dove l´utilizzo di lenti a contatto su misura non è più sufficiente per una visione ottimale, diventa necessario il trapianto di cornea.
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Computer e Televisione
L´eccessiva durata davanti a questi schermi può portare a qualche difficoltà visiva.
Inoltre, le radiazioni emesse dall´apparecchio televisivo, possono provocare danni simili a quelli causati dai raggi solari.
Necessario dunque guardare la TV ad almeno 3-4 metri di distanza mantenendo il più possibile una posizione perpendicolare rispetto allo schermo, in modo che lo sguardo non sia costretto a deviare per percepire le immagini.
Un´altra conseguenza del guardare troppo a lungo la televisione è che l´occhio guarda un oggetto sempre alla stessa distanza e questo causa l´impigrimento del meccanismo di messa a fuoco. Per rimediare è importante un giusto gioco di luci: no alla totale oscurità, si alla penombra, soprattutto se a crearla è una lampada sistemata dietro il televisore.
Fissare il video troppo a lungo (oltre le 4 ore) senza pause affatica la vista.
E´consigliabile dunque: tenere il monitor a una distanza di 60-70 centimetri dal volto; fare una pausa almeno di 5 minuti ogni 30-40 minuti di lavoro davanti allo schermo, distogliendo lo sguardo e mettendo a fuoco, ma senza fissarli, oggetti più lontani.
Sarebbe anche opportuno:
1) Orientare il video in modo che non vi siano riflessi ed inclinare lo schermo in modo da non dover tenere la testa nè troppo abbassata nè troppo alzata;
2) Mantenere l´illuminazione della stanza più bassa del 50% rispetto a un´illuminazione normale;
3) Utilizzare un supporto per i documenti durante la scrittura, in modo da non dover leggere obliquamente.
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